Riforma Terzo Settore: gennaio ’17, a che punto sono i decreti?

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All’inizio di questo 2017, facciamo il punto sulla Riforma.
Quello sul servizio civile universale è stato licenziato – con invito al Governo a modificare alcune parti minime ma non irrilevanti – dalle commissioni di Camera e Senato quasi un mese fa e, complici le feste che evidentemente bloccano tutto ma proprio tutto, il Consiglio dei Ministri deve ancora promulgarlo. Speriamo che entro Gennaio diventi legge.
Sul resto Bobba cerca di rassicurarci in questa bell’intervista di Gabriella Meroni su Vita, ma non ci riesce.
Mancano solo 4 mesi (metà maggio) al termine entro il quale il Governo deve presentare alle commissioni di Camera e Senato i disegni di decreti legislativi e per ammissione di Bobba quello sul 5 per mille è in alto mare, quello sul Codice Unico è in parte scritto, quello sulle reti delle associazioni e quello sull’impresa sociale sarebbero ormai quasi pronti.
Mettiamola in questi termini. Ho potuto visionare il testo sul Codice Unico – nella bozza datata fine novembre / inizio di dicembre – ASSOLUTAMENTE il più importante di tutti, dato che dovrebbe essere quello che rivoluzionerà governance, statuti, regole d’ingaggio, geografia del non profit (chi dentro, chi fuori), FUNDRAISING, fiscalità ecc.
Sono un pò in imbarazzo in quanto non saprei, senza scadere nel triviale, come definire un insieme assolutamente dilettantistico di previsioni che contempla più lacune che innovazioni, pieno di errori marchiani e di imprecisioni giuridiche davvero imbarazzanti, come se 30 anni dalla prima legge sul non profit (ONG, L 49/87) fossero passati inutilmente. A me non fa paura questo testo, perché so (o mi auguro) che ci sarà ad un certo punto un salto di qualità e con quelle pagine ci incarteremo il pesce. Quello che temo è l’imprinting tecnico e politico che porta con sé. Se davvero dopo aver ballato sui nostri zebedei con i tacchi a spillo urlando e twittando “qui tutto cambia”, poi non solo non cambia, ma se cambia lo fa in peggio con un livello di scrittura da analfabeta di ritorno, con l’assenza totale di norme fiscali e sottese agevolazioni (non si è ancora trovata la quadra politica e tecnica con il Ministero dell’Economia?) allora davvero mi inquieto e mi auguro una sola cosa. Che una legge ordinaria aggiunga altri sei mesi al tempo di delega per la promulgazione dei decreti legislativi, in modo che i tecnici e gli uffici legislativi chiamati a lavorare vengano spinti a produrre finalmente testi di qualità, che ci si chieda – cosa che non è mai stata fatta in questi anni di riforma annunciata – come far evolvere il non profit e il fundraising nella società italiana.
Non è più il tempo di scherzare, dai. Ora scrivano in modo competente e comprensibile una legge che migliori la qualità della vita del non profit italiano e quindi dei cittadini.

Carlo Mazzini

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