Questa pagina ha il fine di recuperare e mantenere tutti i riferimenti utili ad una rendicontazione del 5 per mille … serena, consapevole, corretta.
RENDICONTAZIONE ENTI DEL VOLONTARIATO A PARTIRE DAL 2008
(Onlus, ODV, APS, Associazioni riconosciute, Fondazioni riconosciute)
Le pagine dedicate del Ministero del Lavoro e Politiche sociali (da dicembre 2010)
- al cinque per mille
- alla rendicontazione; da questa pagina potete scaricare il modello di rendicontazione e le linee guida
CSVnet – coordinamento dei Centri di Servizio – ha realizzato una guida “Instant Book” sull’argomento. Questo il link
A gennaio ho presentato le Linee Guida ad una platea di interessate organizzazioni (ca 80) al Ciessevi, Centro di servizi per il volontariato per la provincia di Milano.
Queste le slide
RENDICONTAZIONE RICERCA SANITARIA
Il Ministero della Salute ha reso note le modalità di rendicontazione (dicembre 2010); è obbligatoria per legge dal 2008, facoltativa per il 2007.
Questa la pagina
RENDICONTAZIONE RICERCA SCIENTIFICA E UNIVERSITA’
Il MIUR ha reso noto il 23 febbraio 2011 l’Allegato_A utile (diciamo così) alla rendicontazione. Qui trovate la nostra pagina e qui quella dedicata dal MIUR all’argomento (“dedicata” è un pò esagerato …)
Nessuna notizia ancora sulle modalità di rendicontazione delle attività sociali dei Comuni, delle Sportive dilettantistiche a partire dal 2008.
Articoli:
Il Sole 24 Ore: 9 dicembre 2010 (a firma mia e di Elio Silva) Sul 5 per mille via ai rendiconti
Ho bisogno delle vostre domande / chiarimenti / correzioni e dei materiali che chi legge può aver trovato altrove e ritenuto utile suggerire.
Carlo Mazzini
La mia domanda è la seguente:
- considerato che abbiamo ricevuto i fondi “5xmille2007” a fine dicembre 2009 e i fondi “5xmille2008” a fine dicembre 2010,
la rendicontazione è dovuta (abbiamo ricevuto più di 20mila euro in entrambe le annate) MA SOLO a partire dal “5xmille2008”, dico bene ? e immagino dobbiamo inviare tale rendiconto entro il 31/01/2012 , corretto ?
- come rendicontare se le cifre erogate sono state spese solo in parte ? esiste un obbligo di spendere tutto quanto erogato con il 5xmille entro una certa data ? non credo…e in tal caso come comportarsi…
Grazie
AM
Prima domanda sui termini di rendicontazione:
Corretto; per la precisione dovete compilare la rendicontazione entro il 31.12.2011 e inviarla entro il 31.01.2012
Seconda domanda su quanto spendere della cifra incassata:
E’ obbligatorio spenderle tutte entro l’anno successivo all’incasso. Diversamente si rischia che ce le richiedano indietro! Ciò che ci stiamo domandando dal momento in cui sono usciti gli schemi e le istruzioni della rendicontazione è se valgano anche i costi sostenuti precedentemente l’incasso ma successivamente la comunicazione – da parte dell’Agenzia delle Entrate – delle somme a noi attribuite. Ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta.
Cordiali saluti
cm
Ad oggi si è saputo qualche cosa relativamente alle quote non spese entro l’anno successivo all’incasso? C’è il rischio che ce le richiedano indietro?
Grazie
Ad oggi nessuna nuova.
Io consiglierei – se si deve rischiare qualcosa – di riferirsi ai costi sostenuti precedentemente il saldo, invece di sperare lo sforamento dell’anno.
cm
Ma come? Certo che abbiamo ricevuto una risposta ! Univoca e chiarissima, a loro avviso:
Direzione generale del Ministero del lavoro, Funzionario n.1: “A parere di questo Ufficio, già dalla pubblicazione dell’elenco definitivo degli ammessi al beneficio, le associazioni potrebbero anticipare le somme, non ancora percepite, per i loro fini sociali purchè le ricevute/fatture giustificative delle spese effettuate, riportino la data successiva a tale pubblicazione da parte dell’Agenzia delle Entrate”.
Stesso Ufficio, funzionaria n2: “Il pagamento deve avvenire dopo aver riscosso”
CHIARO, no?
Gentile Carlo, ed a oggi 21 marzo abbiamo la risposta di cui alla mail soprastante, ovvero si possono rendicontare le spese sostenute tra la pubblicazione delle cifre e il momento di effettivo incasso? Mi sembra non sia uscito nulla.
grazie, maria teresa
Ad oggi non sappiamo ancora nulla.
Ci stiamo attrezzando per avere delucidazioni dal Ministero del Lavoro e Politiche sociali.
cm
La onlus che rappresento è rientrata negli elenchi dei beneficiari del contributo 5 per mille per l’anno 2009; ad oggi ci risulterebbe consentito utilizzare la cifra (modesta < 5.000 €) a noi destinata prima dell'effettivo incasso dal Ministero, per poi rendicontarla nei termini e modi di legge ?
Grazie mille ! (…..x 5..)
Ad oggi, non c’è chiarezza sul punto. Non è chiaro quindi se possa considerare – ai fini della rendicontazione – quei soldi come già acquisiti ancor prima di riceverli.
Aspettiamo nuove dal Ministero, e in parte stiamo cercando di sollecitarle.
cm
rappresento una onlus risultata destinataria di un piccolo contributo per il 5 per mille relativo al 2009; si possono rendicontare somme spese prima dell’effettivo incasso (relativo ad un progetto già individuato e non spese di gestione) ?
Grazie per ogni informazione utile.
Le ho appena risposto qui sopra
GENTILE CARLO,
IN UNA TUA RISPOSTA MI SEMBRAVA DI AVER LETTO CHE DA UN COLLOQUIO CON IL MINISTERO , AVEVI AVUTO RASSICURAZIONE CIRCA LA POSSIBILITA’ DI RENDICONTAZIONE LE SPESE SOSTENUTE DALLA PUBBLICAZIONE DEGLI IMPORTI ATTRIBUITI.
E’ USCITO QUALCOSA DI UFFICIALE? POSSIAMO PROCEDERE IN TAL SENSO? ABBIAMO RICEVUTO IL 5 PER MILLE 2008 TARDI E DOPO 5 MESI IL 3 PER MILLE 2009. SE SI PARTE DAL GIORNO DELL’IMPORTO DISPONIBILE NON RIUSCIAMO A SPENDERE TUTTI GLI IMPORTI ENTRO I 12 MESI . CHE FARE?
GRAZIE !!
Confermo che questa è la posizione del Min Welfare; è stata pubblicata sul sito del forumdelterzosettore una lettera loro indirizzata nella quale si riferisce di questa possibilità.
Nulla di più
cm
Sono membro del Consiglio direttivo di una onlus che pur essendo stata destinataria del 5 per mille per il 2008 per l’importo di Euro 19.000, ed avendo comunque predisposto tempestivamente il rendiconto nonchè apposita relazione sull’utilizzo delle somme, non ha provveduto all’inoltro dello stesso al Ministero del Lavoro. (Si rappresenta che la somma è stata percepita nel dicembre 2010, il rendiconto predisposto il 28 dicembre 2011, è stato approvato dal direttivo il 15 febbraio 2012, per impegni dei consiglieri non era possibile procedere prima, per cui l’invio al Ministero, che non sarebbe connesso con l’approvazione, ma con la semplice redazione del rendiconto, sarebbe dovuto avvenire entro il 31 gennaio 2012), Quali soluzioni si prospettano? Trattandosi di violazione formale ritiene possibile sanare l’omissione avvalendosi dell’istituto del ravvedimento operoso (sanzione euro 258) . In ogni caso ritiene comunque opportuno l’inoltro del rendiconto al ministero seppure non tempestivo? Grazie mille.
Invii subito il rendiconto senza pensarci due volte.
Nel DPCM del 2009 all’art 12 c 1 si legge
1. I contributi erogati sono soggetti a recupero nei seguenti casi:
a) qualora la erogazione delle somme sia stata determinata sulla base di dichiarazioni mendaci o basate su false attestazioni anche documentali;
b) qualora le somme erogate non siano state oggetto di rendicontazione;
c) qualora gli enti che hanno percepito contributi di importo pari o superiore a 20.000 euro non inviino il rendiconto e la relazione;
d) qualora, a seguito di controlli l’ente beneficiario sia risultato non in possesso dei requisiti che danno titolo all’ammissione al beneficio;
e) qualora gli enti che hanno percepito contributi di importo inferiore a 20.000 euro non ottemperino alla richiesta di trasmettere, ai fini del controllo, il rendiconto, la relazione illustrativa e la ulteriore documentazione eventualmente richiesta
Non si parla di ritardo …
Buongiorno,
so che la nostra associazione è nell’elenco delle società a cui è possibile destinare il 5 per 1000. Non sono però in grado di sapere se lo scorso anno qualcuno ha destinato qlc alla nostra società o meno. Vorremmo capire prima di aderire anche quest’anno. Mi potete aiutare?
grazie
Non hanno ancora reso pubblici i dati del 2010, si figuri quelli del 2011! Iscrivetevi … per lo sforzo che fate, intanto!
Gentili signori,
mi rivolgo a voi per avere un chiarimento riguardo alla rendicontazione del 5‰ (superiore ai 20.000 EURO) che ci è stato accreditato il settembre scorso.
La nostra ONG ha, oltre ad alcune sedi secondarie in territorio italiano, anche due sedi operative all’estero: una in Sudamerica ed una in Africa.
La domanda è la seguente:
Premesso che le nostre sedi estere hanno un conto corrente regolarmente a loro intestato e che, eventualmente, se ne può aprire uno nuovo e dedicato; è considerato rendicontabile il semplice trasferimento, tramite un tracciabilissimo bonifico bancario, di parte o di tutta la quota del 5‰ dell’Irpef che ci è stata accreditata?
Al punto 4 del “Modello di Rendiconto dei costi sostenuti”, in cui è necessario inserire le eventuali “Erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale”, ho inteso che è possibile indicare le erogazioni a sostegno di articolazioni locali che, specialmente nel nostro caso, operano nel totale rispetto dei nostri stessi scopi istituzionali. Aggiungo che, all’occorrenza, tali sostegni economici sono documentabili in quanto coincidono con degli impegni di spesa (che si svilupperanno concretamente nell’arco dei prossimi 12 o 24 mesi) contenuti in Documenti progettuali che il nostro Consiglio d’Amministrazione ha approvato e deliberato.
Nel ringraziarvi infinitamente per l’aiuto e la consulenza che fornite vi invio i miei più cordiali saluti.
Molto più semplice di ciò che ritenga.
Se le due sedi sono soggetti distinti dalla vostra ONG (proprio CF, propria soggettività giuridica), l’attività è verosimilmente di erogazione, quindi le somme vanno inserite al punto 4
Se le due sedi sono articolazioni ma non godono di autonomia di governo, di spesa – se non entro certi limiti, ecc, allora le attività di progetto devono essere inserite dentro alla voce 5
In entrambi i casi devono essere dettagliate le spese sostenute con opportuna relazione per tipo di erogazione e/o progetto.
Aggiungo anche che si parla qui di spese sostenute e non anche di impegni di spesa (futura).
Cordiali saluti
cm
Molte grazie Sig. Mazzini.
Quindi, se ho ben capito, sia che si tratti di erogazioni a soggetti distinti dal nostro e con propria soggettività giuridica (punto 4), sia che si tratti di finanziamenti a nostre sedi estere per la realizzazione di progetti (punto 5), deve sempre trattarsi di spese “sostenute” per l’acquisto di beni e servizi rendicontabili dettagliatamente fino all’ultimo giorno utile per la compilazione del Rendiconto annuale di riferimento.
Speravo che il semplice trasferimento bancario di parte del 5‰ alle nostre articolazioni estere per la realizzazione di attività future che avremmo, comunque, illustrato nella “Relazione descrittiva” richiesta, fosse sufficiente.
Non le sarà sfuggito che il nostro problema è quello di evitare di effettuare frettolosamente spese irragionevoli al solo scopo di rispettare la scadenza annuale della rendicontazione. Ha qualche consiglio da darci al riguardo?
Ancora molte grazie.
CG
No, non mi è sfuggito.
E’ un problema comune a tante organizzazioni.
Mi auguro che le nuove integrazioni – di prossima uscita – alle linee guida della rendicontazione 5 per mille a cura della Direzione Volontariato ecc ecc del Min Lavoro riportino i casi per i quali è possibile “traguardare” il limite temporale di spesa.
E’ un augurio, noon una certezza.
Cordiali saluti
cm
siamo una piccola associazione e vorremmo sapere cosa fare per riscuotere i fondi destinati alla nostra associazione.
partecipiamo dal 2008 abbiamo inviato tutti i documenti compreso l’IBAN e siamo stati costretti ad aprire un conto corrente che ci costa 70 euro all’anno.
cosa dobbiamo fare per riscuotere il 2008 e il 2009.
grazie
Se rientrate tra coloro che sono stati ammessi, contatti il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali. A questo indirizzo trova come contattarli. Sempre che non sia un ente sportivo, nel caso vada sul sito del governo
Salve, scrivo qui per una domanda simile. Siamo un’associazione sportiva dilettantistica presente nell’elenco dei beneficiari del 2009. Abbiamo inviato tutti i nostri dati per ricevere il contributo, ma finora non ci è stato accreditato nulla. Saprebbe dirmi dove potrei informarmi?
Grazie.
Saluti
Partirei da qui.
Da qui la procedura per presentare le istanze.
cm
RICHIESTA D’AIUTO
Egr. dott. Mazzini,
sono presidente di un associazione affiliata all’ANSPI (Associazione Nazionale San Paolo Italia – Oratori
e Circoli) – Associazione di Promozione Sociale. Siamo nati oltre 10 anni fa presso la Parrocchia e qui vi abbiamo sede non formalizzata con nessun contratto di comodato o locazione. Operiamo per il sociale in completa sintonia con la Parrocchia, soprattutto nell’ambito dell’animazione e delle attività dell’Oratorio Parrocchiale.
- Entriamo nel merito del problema a cui io vi chiedo aiuto:
beneficiamo del 5 per mille come associazione di promozione sociale. La parrocchia è in procinto di acquistare dall’Ente Ferrovia dello Stato i locali della ex stazione ferroviaria del nostro paese, che sono la sede del centro parrocchiale pastorale e dell’Oratorio (rimessi completamente a nuovo dalla Parrocchia da diversi anni) dove noi come associazione operiamo. In questi anni (dal 1996) la Parrocchia aveva stipulato un contratto di affitto con le Ferrovie. Quest’anno il parroco con la curia locale hanno deciso di acquistare questo patrimonio attraverso offerte, raccolta di fondi. Noi come associazione, che percepiamo fondi dal 5 per mille, innanzitutto potremmo contribuire a questo progetto dando un congruo contributo dal 5 per mille? Se si, come possiamo farlo ai fini della rendicontazione? Noi abbiamo pensato
- ad un contratto di locazione che inglobi anche gli anni in cui abbiamo usufruito dal 2001 e a divenire così da giustificare la somma che potremmo versare In questo caso nel modello di rendicotazione predisposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali potrebbere rientrare nella voce . n. 2. “Costi di funzionamento” (dettagliare i costi a seconda della causale, per esempio: spese di acqua, gas, elettricità, pulizia; materiale di cancelleria; spese per affitto delle sedi; ecc…)
- oppure potremmo farli rientrare nella voce n. 4 del rendiconto “erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale” (erogazioni effettuate dagli enti a favore di soggetti terzi nel rispetto dello statuto edel vincolo istituzionale), spiegandone nella relazione ullustrazione le motivazioni di questa erogazione?
quale sarebbe la soluzione migliore?
La prima non regge.
La parrocchia non vi ha mai chiesto nulla e voi oggi riconoscete che avete un debito? Mai visto; proprio un pasticcio contestabilissimo soprattutto al vs interno (se io fossi vs socio vi ribalterei).
La seconda si può fare se nello statuto c’è scritto che potete erogare a favore di altri enti che realizzano attività a voi vicine ecc.
In questo secondo caso, oltre alla questione statuto, ve ne è anche una di opportunità.
Se si tratta di un importo importante per la vs associazione, passerei dall’assemblea.
Cordiali saluti
cm
Gent.mo dott Mazzini, è volontà di tutta l’assemblea dei soci dell’Associazione voler aiutare la parrocchia nell’acquisto di questi locali che è stata da sempre la nostra casa.. l’importo sarebbe abbastanza rilevante.
- Circa la soluzione fitto, mi sono spiegato male, un eventuale contratto di locazione non ingloberebbe gli anni in cui abbiamo usufruito dei locali (ovvero dal 2001), ma partirebbe dall’oggi in cui viene stipulato per una durata di 12 anni.
- Per quanto riguarda la seconda soluzione, vi cito alcuni passi dello statuto: SCOPO ED OGGETTO SOCIALE “L’Associazione si impegna nella formazione ed educazione umana e cristiana dei ragazzi, giovani e adulti mediante l’attuazione di piani formativi in sintonia con la Parrocchia, la Diocesi e l’ANSPI, COLLABORANDO E SOSTENENDO gli Enti impegnati in progetti educativi e formativi che abbiano in comune gli stessi valori di fondo, in particolare con gli Enti di Servizio dell’ANSPI;
si propone l’organizzazione del tempo libero, fruendo innanzitutto dei servizi resi degli Enti di Servizio dell’ANSPI nonché dagli altri Enti pubblici e privati operanti sul territorio, ed eventualmente INTERVENENDO A SOSTEGNO degli enti impegnati in analoghe attività come momento di crescita educativa, culturale, e di maturazione della persona;
…PATRIMONIO ED ENTRATE Gli utili o gli avanzi di gestione devono essere impiegati per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.
La prima ipotesi non sembra praticabile, dato che comunque paghereste in (troppo) anticipo l’affitto. Fate un contratto di comodato gratuito
La seconda ipotesi, per come la presenta e la argomenta, sembra invece praticabile. Consiglio però che voi vincoliate la erogazione non all’acquisto del bene ma allo svolgimento delle attività. Con altri fondi (che diversamente sarebbero stati impegnati nelle attività da voi finanziate) la Parrocchia acquisterà l’immobile.
Cordiali saluti
cm
Può chiarirmi meglio quando consiglia di vincolare la erogazione non all’aqcuisto del bene ma allo svolgimento delle attività?
noi abbiamo sempre sostenuto le attività in sintonia con la parrocchia, ma in questo momento avremmo la necessità di sostenere la parrocchia nell’acquisto di questo immobile che continuerà poi ad essere ancora la nostra sede legale ed operativa. Possiamo dunque erogare dai nostri fondi del cinque per mille del 2008 e del 2009 tutto o parte di esso per la causa dell’acquisto di questo immobile?
Mi dichiaro sconfitto, ma le spiego.
Come credente e facente parte di una parrocchia, se avessi una responsabilità in un’associazione “vicina” alla mia parrocchia riterrei opportuno (per questo dicevo “consiglio”) destinare i fondi alla parrocchia in “opere di bene” e non all’acquisto di una proprietà che rimarrà di un altro ente (la parrocchia). Il prossimo parroco potrebbe non stimarvi come l’attuale e non consentirvi più di avere la sede presso l’immobile. Come responsabile dell’associazione mi arrabbierei certo ma rimarrei con un pugno di mosche. Anche i parroci sono uomini …
Una cosa è una sottoscrizione di parrocchiani (per l’acquisto dell’immobile), altro sono i fondi di un ente privato.
Le opere di bene in parrocchia sicuramente le facciamo e le continueremo a fare, non staremmo a vita ad operare e a spendere tutte le nostre risorse per l’acquisto dell’immobile. Purtroppo la sola sottoscrizione dei parrocchiani è insufficiente .
La nostra associazione ha la parrocchia come suo habitat naturale. Venendo meno in futuro la considerazione del parroco edella comunità parrocchiale, la nostra associazione non avrebbe motivo di esistere. Poi Un contratto di fitto o eventualmente di comodato per un certo numero di anni ci tutelerebbe ancora piu per il futuro in caso di cambio parroco.
Quello che vi chiedo a questo punto dopo averci sconsigliato il fitto, in favore di un comodato gratuito, è questo:
in base al nostro statuto, ai riferimenti legistativi, è legale o meno, erogare il contributo del cinque per mille alla parrocchia per questa causa? Staremmo tranquilli fiscalmente, legalmente per questa operazione?
La ringrazio per la pazienza che sta avendo nel rispondermi.
Ritengo sia legale, anche se poco opportuno. Non ritengo che chi di dovere possa contestarvelo.
cm
Bene, la ringrazio molto, per concludere questa conversazione: noi eroghiamo il contributo del 5 per mille alla parrocchia per sposare la causa dell’acquisto. Il parroco poi ci fa una dichiarazione di avvenuta erogazione in favore del suo ente in carta semplice?
Inseriamo questa USCITA nella voce n. 4 del modello di rendicontazione(“erogazioni ai sensi della propria finalità istituzionale”) e alleghiamo relazione dettagliata in cui spieghiamo le motivazioni di questa erogazione.
Nel contempo noi stipuliamo un contratto di comodato d’uso con l’ente parrocchia.
Confermo che, al netto delle questioni di opportunità che le ho menzionato, la “procedura” da lei riportata è a mio avviso corretta.
Cordiali saluti
cm
Buongiorno si e’ saputo qualcosa in merito all’obbligo di spendere tutto l’importo del 5 per mille entro l’anno?
grazie mille!
Ufficialmente non si è ancora saputo nulla.
Buonasera, cosa intende dott. Mazzini per ufficialmente? come ci dobbiamo comportare?
Cosa consiglia?
Se le attività principali non sono quelle di raccogliere fondi attraverso una raccolta pubblica di fondi (essendo essa un’attività connessa) non deve a mio avviso essere indicata. Se l’associazione non si identifica con la raccolta fondi, quindi, ma con attività sociale sanitaria ecc, non deve essere indicata la raccolta fondi.
Gent.mo Dott. Mazzini,
vorrei chiederle se il rendiconto 8xmille 2008, deve essere approvato dal Consiglio Direttivo prima dell’invio al Ministero.
Cordiali saluti e grazie.
Enzo
5 per mille, signor Enzo, purtroppo!
A mio avviso deve essere approvato dal CD anche se le istruzioni nulla dicono su ciò e quindi non è richiesta dal Ministero copia – o traccia – di detta delibera.
Certo, 5xmille, il caldo comincia a produrre effetti negativi.
Grazie.
Gentile Sig. Mazzini,
in qualità di amministratore di una piccola ONG, le scrivo per sapere se le risultano dei termini entro i quali il Ministero Politiche Sociali è tenuto ad esprimersi (favorevolmente oppure no) rispetto alle rendicontazioni che annualmente riceve da parte nostra. In linea teorica potrebbero respingere fino all’ultimo euro rendicontato e costringerci alla restituzione dell’intera somma ricevuta. Tuttavia, pur escludendo questi scenari francamente eccessivi, riterrei opportuno ricevere (entro quando?) un cenno di accettazione o rifiuto , anche se parziale, di quanto da noi rendicontato. Ammesso e non concesso che esistano i suddetti termini, una volta scaduti, che comportamento dovremmo tenere?
Grazie infinite, attendo risposta.
CG
Non è prevista un’accettazione formale del rendiconto da parte del Ministero. Le eventuali verifiche sulla corretta rendicontazione possono protrarsi fino a 10 anni (!).
cm